Diario di bordo di una mamma che cerca di imparare il mestiere di mamma e di un bambino che sa già tutto sul mestiere di bambino

giovedì 20 marzo 2014

#Nonditeloaigrandi: Pippi Calzelunghe

Sta per iniziare la prima edizione della “Settimana del libro e della cultura per i ragazzi” da sabato 22 a giovedì 27 marzo, con tante attività, spettacoli e laboratori dedicati ai piccoli lettori e ai loro genitori (Fiera di Bologna, Padiglione 33), che si preannuncia appuntamento imperdibile per piccoli e grandi lettori.


Da qualche giorno è partita sui social la bella iniziativa #nonditeloaigrandi , organizzata da @BoChildrensWeek per raccogliere racconti e frammenti di libri che abbiamo letto da bambini e che ancora conserviamo nei nostri ricordi, una sorta di 'racconto collettivo per  promuovere la buona lettura'.
I personaggi dei libri letti da bambini ci entrano dentro, è vero, e restano modelli più o meno consci, per tutta la vita.

Tra i miei libri preferiti di quando ero bambina ce n'è uno in particolare, la cui protagonista è un personaggio che mi ha accompagnato in varie epoche della vita (l'ho riletto, il libro, anche da adolescente e pure da adulta, in altre forme ed edizioni), e che di recente mi sono ritrovata a raccontare 
pure al mio bambino.

E' Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren (nella mia prima edizione, la storia era a fumetti, disegnata da Ingrid Vang Nyman).


 Pippi, anzi Pippilotta Pesanella Tapparella Succiamenta, figlia di Efraim Calzelunghe, è una bambina eccezionale, con una forza sovrumana, che va a vivere da sola nella grande casa di Villa Villacolle con un cavallo bianco a pois neri che lei chiama "zietto", e la scimmietta "signor Nilsson", nel paesino in cui vivono anche Tommy e Annika, i due bambini che diventeranno suoi compagni di avventure.

Pippi vive da sola (un papà pirata e una mamma che ti guarda col cannocchiale restano comunque lontani e irraggiungibili) in una casa grande, terra di scoperte e di avventure, dove non si cucina, non si pulisce, non ci sono convenzioni e obblighi da rispettare.

Pippi non va a scuola, è una femmina ma si comporta come un maschio, è fortissima, prende in giro ladri e poliziotti, sembra poter fare tutto quello che ai bambini (e soprattutto alle bambine!) 'per bene' viene imposto di non fare e per questo è sempre stata un simbolo di libertà, di indipendenza nei confronti dei genitori, della società, dell'educazione, delle regole stabilite.


Credo che il personaggio della storia in cui da piccola mi identificavo maggiormente fosse Annika, l'amichetta di Pippi, la brava bambina perfettina e pulitina, molto più vicina al modello che a me bambina veniva quotidianamente proposto.
Sicuramente però Pippi è stato il modello a cui da sempre avrei voluto assomigliare, la bambina che avrei desiderato essere, di cui ammiravo infinitamente la capacità di sapersela cavare anche da sola, di essere al di fuori degli schemi, dalle convenzioni, la capacità di credere sempre che "tutto si può, basta volerlo".
Pippi Calzelunghe è sempre stato un modello femminile di bambina e donna moderna e rivoluzionaria, come fu moderna e rivoluzionaria Astrid Lindgren, la sua autrice.
tale resta anche per le nuove generazioni, anche di maschietti: oggi anche al mio bambino piace farsi raccontare le storie e guardare il telefilm di Pippi (la cui protagonista, a dire il vero, non mi è mai stata molto simpatica): è evidente quindi che questa bambina così speciale non smette di affascinare una generazione dopo l'altra! 

mercoledì 19 marzo 2014

Moon Mother

Ecco, sono anche diventata Moon Mother (ehm...e ci mancava solo questo ;-) ...), dopo il seminario intensivo di iniziazione, tenuto da Miranda Gray nel febbraio scorso, un'esperienza bellissima di crescita personale e di arricchimento per quel che potrò offrire alle donne che incontrerò.

Miranda Gray è autrice di vari libri (tra gli altri, "Luna Rossa"), e iniziatrice del movimento mondiale della Benedizione del Grembo che dal 2012 connette ogni mese migliaia di donne in tutto il mondo, nel giorno della Luna Piena.
Le Moon Mother sono donne che accompagnano altre donne, interessate a intraprendere un percorso di crescita personale, di guarigione profonda, di consapevolezza e di riscoperta della propria sacralità e integrità femminile. 
I ritmi della società moderna, il moderno modo di intendere il lavoro e la vita della donna, hanno infatti spinto le donne ad allontanarsi sempre più dall'essenza profonda del Femminile.
Ed è sempre più necessario trovare uno spazio e una modalità perchè le donne possano risvegliare le antiche energie femminili e il proprio potere personale, riconnettendosi alla loro essenza più profonda, all'intuizione, alla creatività, all' essere Donna.
Il grembo è il centro del potere femminile.
La Benedizione (Armonizzazione) del grembo, celebrata dalle Moon Mothers, è un modo bellissimo e potente di accettare e onorare il divino femminile che c'è in ogni donna, un percorso di trasformazione e guarigione del proprio grembo e dell'energia femminile di ciascuna.
E' un semplice dono di energia, per ogni donna di qualsiasi età ed esperienza, che porta armonia ed
equilibrio profondo alla femminilità, alla creatività e fertilità, alla sessualità e spiritualità.
L'armonizzazione del grembo ripristina la naturale purezza e bellezza, la creatività e magia, la saggezza e la forza delle donne.

E come Moon Mother credo davvero che ci sia sempre più bisogno di cerchi di Donne, che riempiano l'Universo con la potenza della loro Femminilità.Ecco perchè con Cerchidarcobaleno organizziamo anche le "Tende Rosse", cioè incontri che possano offrire alle donne un tempo e uno spazio per confrontarsi, condividere, cercare sostegno e comprensione, recuperando la loro dimensione più profonda (secondo il progetto "Tenda Rossa- sentiero della Luna", nato in collaborazione con l'Associazione Argiope)




giovedì 22 agosto 2013

Dove eravamo rimasti?

Caro diario, è da un po' che non ci si sente....
Rientro in punta di piedi sul mio blogghettino, come se entrassi nella stanza di un amico carissimo che da tanto, troppo tempo non vado a trovare.
Qualche senso di colpa non manca (e quando mai manca?!), soprattutto verso me stessa, perchè in questo lungo periodo credo di essermi un po' persa, dietro alle troppe cose da fare e all'incapacità di riuscire a ritagliarmi nelle giornate il sacrosanto diritto a fermarmi un po'.
Certo, nel frattempo un po' di cose sono cambiate, o forse neanche troppe...se non per il fatto che siamo tutti un po' cresciuti. Matteo è diventato esperto di pirati (azz, proprio ora che avevo iniziato a conoscere i nomi dei vari diplodochi, stegosauri, dimetrodonti...) e noi cresciamo con lui, come genitori e come esseri (speriamo ancora) umani.
Ammetto però che con terrore vedo avvicinarsi a larghe falcate l'epoca dei Gormiti...anche se per ora è appassionato solo di qualche carta, di qualche pupazzetto e della sigla (figata di sigla, sottolineo); ma confesso di essere già andata a dare un'occhiata alla storia dell'isola di Gorm e dei suoi simpatici eroi, e di essermi spaventata. E' peggio del peggiore dei polpettoni alla Tolkien (e chi mi conosce sa che non mai riuscita a finire manco la prefazione del Signore degli Anelli).
Ho già chiesto a una cara amica di farmi dare qualche ripetizione dal figlio preadolescente , in pratica il mio futuro insegnante di sostegno.
E nel frattempo è anche un po' cresciuta Cerchidarcobaleno, la nostra associazione, una specie di secondo pargolo da gestire, e il tempo delle giornate si è ancor più terribilmente ridotto.
Duole, ma devo anche comunicare la dipartita della mia Pasta Madre, Cesarina...in tempi di spending review, la drastica riduzione delle forze disponibili ha comportato tristi conseguenze. 
Sto comunque provvedendo alla crioconservazione in vasetto di qualche suo residuo organico...
L'estate poi (che peraltro avrà degli interessanti strascichi per noi, di cui daremo conto prossimamente) è stata finora davvero indimenticabile, ma spero di riuscire a raccontarla meglio al più presto...e mi permetto di infilarci intanto una foto in cui siamo entrambi belli abbronzati e rilassati, giusto per quella sana botta di autostima, assai necessaria a fine estate.
Ecco, per ora avevo solo voglia di ritornare qui, a salutare MammeMatte come si fa con gli amici più cari che ritroviamo, o anche solo con quelle parti di noi, di cui magari non ci curiamo per qualche tempo, ma che restano importanti e vitali per la nostra vita e di cui sentiamo fortissimamente la mancanza.
Felice di ritrovarti e di ritrovarmi.

venerdì 29 marzo 2013

Mamma, cos'è una Pasqua?

Il treenne ha colpito ancora.
Dopo "mamma, cos'è una mamma?" o "mamma, cos'è il cielo?", la domanda che temevo di più è arrivata.
Mamma, cos'è una Pasqua?
E non posso sbrigarmela con "il giorno in cui apriamo le uova di cioccolato", anche perchè quelle che gli sono arrivate è già riuscito ad aprirle...
Come posso raccontargli che Gesù, quel Gesù piccolo piccolo che abbiamo festeggiato solo qualche settimana fa, è stato inchiodato a una croce, è morto, ma è anche uscito da quella tomba, è volato in Cielo e vive in mezzo a noi, senza far passare Gesù per un "power ranger"?

E se ogni sera ci ricordiamo della nonna Carla e del suo primo fratellino, che sono volati in cielo e sono diventati i nostri Angeli, allora dobbiamo inserire anche Gesù in questa angelica squadra che ogni giorno si dà da fare per proteggerci?


I bambini ci sbattono in faccia il nostro credo, le nostre fedi, le smembrano, le vivisezionano, vanno nel profondo di tutto e non lasciano margini alle nostre giustificazioni.
Sono l'occasione che il Cielo ci regala, ogni giorno, per rimetterci in discussione, con le nostre incertezze, le nostre mezze convinzioni, con la nostra fede a giorni alterni.
O sono sicura di quel che gli dico (e che da una vita professo), oppure è inutile cercare di dargli risposte incerte e farfugliate.
Abbiamo iniziato a leggere una "Bibbia raccontata ai ragazzi" (non è specifica per i bimbi, ma è l'unica che avevo in casa e comunque ha svolto egregiamente la sua funzione!), o meglio a raccontare a mo' di favola gli episodi della Passione, della morte e della Resurrezione.
E' rimasto molto colpito dalla cattiveria di quanti hanno voluto metterlo a morte ("bLutti, cattivi!!").
Senza pensarci troppo su, mi è venuto di dirgli che Gesù però voleva tantissimo bene a tutti, anche a quelli che gli avevano fatto del male, e il suo cuore era così forte e pieno di Amore, da riuscire a farlo uscire dalla tomba e farlo tornare a vivere.
E noi a Pasqua festeggiamo questo grande Amore, capace di far tornare tutti alla Vita.

Ho sentito di aver trovato una chiave di volta di tutta la Storia, per Matteo ma anche per me.

Gli è bastato.
Per ora.

So che gli anni prossimi saranno ancora più incisive e profonde le sue domande e le sue richieste di chiarezza.
Forse avrò ancora un po' di tempo per mettermi alla prova, verificare la mia fede e rendere sempre più limpida e chiara la mia testimonianza di mamma che crede in Gesù.
Fiiiiiiiiiiuuuuuuuuuuuuuu ;-)
Grazie bambino mio perchè mi aiuti ogni giorno a mettermi in discussione, e forse ad essere un po' migliore.
E buona Pasqua a tutti!

venerdì 8 marzo 2013

#Venerdìdellibro: "Cucù, sono Turlututù!"

Cucù, sono Turlututù!
vuoi giocare con me anche tu?
Dai, sali sulla mia navicella e....PARTIAMO!

Devo ringraziare Quandofuoripiove per avermi fatto conoscere qualche venerdì del libro fa, i bellissimi libri di Hervè Tullet.
In quell’occasione Giada raccontava "Un libro", altra opera di questo grande autore: noi oggi vogliamo raccontarvi la nostra esperienza con l’indimenticabile TURLUTUTU' e tutto il suo fantastico mondo! 
("Cucù, sono Turlututù!", Hervè Tullet, ed. Franco Cosimo Panini, 2012)

Turlututù è un personaggio strano, lungo lungo come un burattino: ha braccia e gambe lunghe e stecche, un enorme occhio-testa con una corona in cima, e un piccolo occhio-cuore.

ha un’amica del cuore, Tarlatatà, e molti altri amici buffi e divertenti.
Gira per il mondo e lo spazio con la sua navicella spaziale, portandosi dietro i suoi piccoli e grandi lettori, che possono diventare protagonisti delle sue storie...
...pigiando i pulsanti per guidare l'astronave...
...inventando la parola magica per sfuggire all'antipatico Vomitolino...

...accendendo la luce della stanza buia...

...perchè i libri di Tullet non solo si leggono, ma si scuotono (anche molto energicamente!)...
...si bussano...
...si agitano
...e poi si cantano, si soffiano…insomma si giocano!
L’esperienza del leggere diventa allora anche un vivere e sperimentare l'avventura da protagonisti,  in modo ancora più entusiasmante e coinvolgente.
E la magia è che ogni lettura è come fosse la prima!

Buona lettura e buona avventura a grandi e piccoli!

Con questo mio post partecipo al Venerdì del libro di Homemademamma e a La biblioteca di Filippo

giovedì 14 febbraio 2013

Il nostro primo #zebukday

Giornata ricchissima di eventi e molto, molto intensa...tanto da non avere più nemmeno la forza di aprire il mio mac, stasera.
Ma non voglio andare a nanna prima di aver "certificato" la mia partecipazione al 2° (nonchè mio 1°) Zebuk day:
LIBERA UN LIBRO PER ZEBUK
LIBERA L'AMORE PER LA LETTURA

E' stata un'esperienza bellissima, direi quasi emozionante e sicuramente molto "liberatoria"!
E' stato bello innanzitutto cercare nei giorni scorsi il libro da liberare: alla fine ho scelto il mio amatissimo "Il Gabbiano Jonathan Livingston", di Richard Bach, entrato nella mia vita ai tempi delle scuole medie (un'illuminata prof. di italiano ce lo aveva fatto adottare come libro di lettura in classe), e da allora rimasto sempre come piccolo tesoro di saggezza, a cui ricorrere nei momenti in cui mi è stato più difficile accettare i limiti della mia realtà di vita.
E' stato bello anche ideare il segnalibro homemade da allegare: un foglietto a forma di piede (simbolo di cammino, di libertà) di colore fuxia (che mi ricorda tanto il flashmob One Billion Rising a cui abbiamo intensamente partecipato!)

Ed è stato bello anche scegliere la frase da lasciare sul retro del segnalibro, per me una delle più significative del libro:
Ciascuno di noi è, in verità, 
un'immagine del Grande Gabbiano, 
un'infinita idea di libertà, 
senza limite alcuno
E infine è stata un'esperienza emozionante la vera "liberazione", il momento in cui ho lasciato il caro libretto
L'ho lasciato sui gradini di una sala comunale, in una delle piazze più importanti della mia città dove in quel momento si stava svolgendo proprio "One billion rising" (Piazza dei Signori, casa comunale "caduti di Nassirya", lo preciso per chi eventualmente lo avesse ritrovato e volesse mettersi in contatto coi familiari :-D), ed è stata una liberazione "doppia", vissuta non solo con il mio bimbo ma anche con un'amica, Chiara che, anche lei insieme col suo bimbo, ha lasciato il suo libro su una panchina poco distante.
Non nascondo di aver provato anche la sensazione di "abbandonare" il caro libro, e questo mi ha portato a interrogarmi anche sul mio modo di intendere la libertà delle persone a me care (e i libri per me sono più o meno tutti miei parenti...) e su quanto l'attaccamento impedisca alle ali della Vita di poter spiccare il volo.
E poi è subentrato il piacere di aver partecipato a un'iniziativa tanto interessante e di aver compiuto un gesto così bello, gratuito e libero.
E ancora la curiosità di vedere se e quando qualcuno lo raccogliesse..
E qualche mezz'ora più tardi siamo ripassati, ma non c'era più!

Ciao Gabbiano Jonathan ora libero, 
spero che chi ti avrà tra le mani in questo momento possa 
leggerti, conoscerti e amarti 
come ho fatto io in tutti questi anni...
Grazie Zebuk, ci rivediamo alla 3a edizione!!

sabato 9 febbraio 2013

#BlogForCare Mayer: partecipiamo!

Ci sono tanti modi di fare blogging, tutti importanti e degni di grande rispetto, ma ci sono anche modi di fare blogging che sono qualcosa di più, qualcosa di più utile e di più grande, rispetto a tutti gli altri.
Tra questi ultimi, rientra la bellissima iniziativa di BlogForCare Mayer, il primo "blog trip per il no profit", organizzato a Firenze in collaborazione con la Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer
Questa sarà la prima iniziativa nell'ambito del progetto BlogForCare, nato per utilizzare i nuovi strumenti messi a disposizione dalla Rete per dare visibilità e diffusione a storie poco conosciute o addirittura ignorate dai media.Il blogger che decide di partecipare sceglie allora di mettere a disposizione gratuitamente il proprio spazio, le proprie energie e risorse per raccontare realtà di volontariato, iniziative solidali o situazioni di disagio sommerse o poco "interessanti" in un mondo (anche quello del blogging) diventato forse troppo commerciale.
Ma in cosa consiste l'iniziativa?
Il prossimo 16 febbraio tutti i blogger che vogliano partecipare, si troveranno alle 9.30 presso l'Ospedale Meyer, struttura di eccellenza in ambito pediatrico, lo visiteranno, doneranno in prima persona il sangue, faranno una bella colazione tutti insieme per poi raccontare e promuovere la buona pratica della donazione del sangue.
Per chi volesse partecipare e contribuire alla causa, donando il sangue o anche solo promuovendo l'iniziativa, potrete trovare qui tutte le info oppure contattare Mattia Marasco.
Noi purtroppo non potremo partecipare personalmente, ma ci mettiamo a disposizione per raccontare questa come le tante prossime iniziative che verranno organizzate...perchè questo modo di fare e vivere il blogging (e la vita) ci piace davvero tanto!
Bravi!!!!!