Diario di bordo di una mamma che cerca di imparare il mestiere di mamma e di un bambino che sa già tutto sul mestiere di bambino

venerdì 1 giugno 2012

Il venerdì del libro: Uscire dal lutto

In questi giorni di grande fatica, tristezza e angoscia, così segnati da lutti e perdite per tante persone, anche per noi molto care, ho deciso comunque di partecipare al Venerdì del libro, anche perchè mi piace raccontarvi qualcosa di questo libretto, che mi sono decisa a riprendere in mano dopo che tanto mi era stato utile giusto quattro anni fa, quando avevo perso dapprima la mia mamma (di cui ieri ricorreva appunto il 4° anniversario) e poi il mio primo bimbo, che stava appena iniziando a crescere nella mia pancia.


Si tratta di: "Uscire dal lutto-superare la propria tristezza e imparare di nuovo a vivere", di Anne Ancelin Schutzenberger e Evelyne Bissone Jeufroy (entrambe psicologhe), edito da Di Renzo editore, Collana Psiche.
Anne Ancelin Schutzenberger delle due autrici è la più famosa: è stata professore di psicologia all'università di Nizza ed è conosciuta per i numerosi libri sullo studio dello psicodramma, della psicogenealogia e sulla psicoterapia di gruppo, essendo anche confondatrice dell'"Associazione internazionale di Psicoterapia di Gruppo".





E' un libro indubbiamente "tecnico", ma molto accessibile anche a chi non mastichi questioni psicologiche, e soprattutto molto utile perchè nella sua brevità, offre degli strumenti pratici da poter impiegare autonomamente in caso di bisogno, pur toccando argomenti importanti e "faticosi" (da vivere e da leggere). 

Parla delle situazioni di lutto, che vanno dagli eventi più traumatici come la morte di una persona cara, fino alla separazione dal coniuge, alla perdita del lavoro fino al trasloco o al cambio di posto di lavoro: dunque tutte quelle situazioni in cui ci possiamo comunemente trovare di fronte a un cambiamento importante nella nostra vita. 
Perchè ogni cambiamento è uno stress destabilizzante che necessita di trovare un nuovo adattamento e un rinnovato equilibrio, dunque è un periodo di grande fragilità che non va trascurato o sottovalutato.

E parla anche di come poter superare la fatica, lo stress, lo scoraggiamento, l'angoscia, il senso di insicurezza che seguono ogni perdita.
Più che consigli, le proposte (per simpatica precisazione delle autrici) devono essere intese come vere e proprie "disposizioni mediche" e sono realtà molto semplici, che a prima vista possono sembrare quasi "banali"...ad esempio:

- costruirsi intorno una rete di sostegno fatta di familiari, amici e conoscenti a cui potersi affidare;
- fare una lista di cose gradevoli e offrirsi un minimo di 4 piaceri al giorno (per prendersi cura di sè, rigenerarsi), meglio se di più, per almeno per tre/quattro mesi, meglio ancora se per tutta la vita;
- ritrovare sogni e passioni, e offrirseli per quanto possibile;
- usare un mantra del benessere (che viene indicato) per cambiare la condizione interiore;
- imparare a perdonare, che non significa dimenticare, ma smettere di soffrire per il rancore, allentare la presa dell'energia negativa che comporta desideri di vendetta, risentimento, odio.


Questi strumenti, vi assicuro, mi hanno aiutato (senza nemmeno entrare in analisi!) a uscire dai miei lutti con grande fatica ma più forte e sicuramente più consapevole delle ricchezze che la Vita mi offre...non per nulla, pochi mesi dopo, ho scoperto di aspettare Matteo...

Buona settimana a tutti, augurandoci che i prossimi giorni portino soprattutto una ritrovata anche se faticosa serenità alle persone più afflitte da perdite e sofferenze.



Con questo post partecipo al Venerdì del libro di Homemademamma

8 commenti:

  1. Questo libro è interessante davvero: se vado con la mente a certi difficili periodi mi ritrovo in tutte le strategie consigliate dal testo, coltivare cose che ci piacciono (la travel-therapy per me è nata così, ma forse anche il blog), crearsi una rete di sostegno, perdonare... grazie di questa segnalazione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' bello in fondo scoprire che i meccanismi che viviamo sono gli stessi per tutti, nella gioia e nel dolore...
      grazie a te per aver condiviso con noi un pezzetto di te!

      Elimina
  2. Ciao! Il Venerdì del Libro è proprio un'iniziativa unica, dà modo di conoscere testi di tanti generi differenti, da quelli per bambini ai thriller, dai romanzi d'amore a quelli storici, dai libri di poesie ai saggi...
    Questa tua proposta ad esempio è molto interessante, mi segno il titolo.
    Buona domenica :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, l'iniziativa è proprio grandiosa. Spero che la mia proposta possa essere interessante x te ...ma non troppo utile! ;)
      Ti auguro tante cose belle, a presto. Ciao!

      Elimina
    2. In realtà forse mi sarebbe stato utile forse non molto tempo fa avendo io perso nel giro di 15 giorni un bimbo ad inizio gravidanza e poi il mio papà (dopo anni di operazioni e cure) e dopo altri 17 mesi la mia mamma (anche qui dopo grandi sofferenze psicologiche oltre che fisiche)...questo tra il 2009 e il 2011.
      Diciamo che questi lutti sono riuscita ad accettarli e a viverli il più "serenamente" possibile, anche se naturalmente in fondo al cuore il segno non lo si può cancellare mai del tutto...ed è anche "giusto" così, nel senso che il dolore in qualche modo accettato e metabolizzato ci forma e ci dà una consapevolezza diversa della vita, ci insegna qualcosa e forse le cicatrici dell'anima ci rammentano chi siamo e come siamo arrivati ad essere quelli che siamo.
      Almeno io la penso così.
      Grazie del passaggio da me, tornerò a leggerti e mi farò un bel giro tra i tuoi vecchi post per conoscerti un pò di più :-)

      Elimina
    3. mammamia, povera cara, mi dispiace per le sofferenze che (tutte insieme!) hai dovuto affrontare...però hai ragione, le cicatrici dell'anima ci ricordano chi siamo e forse siamo così anche a motivo dei grandi dolori che abbiamo vissuto.
      E siccome non siamo per niente male, vuol dire che anche quelle sofferenze hanno contribuito a renderci migliori! ;-)
      Credo anche che il "far pace" col nostro vissuto, col passato doloroso, con le persone che sono andate via (io ogni tanto dico ancora a mia mamma, che se n'è andata da pochi anni, "ma ti pareva il momento di andartene? con un nipotino in arrivo??"), sia il modo migliore per trasformare in ricchezza quello che invece può apparire come privazione e mancanza...
      Sono onorata della tua visita ma soprattutto di queste preziose condivisioni.
      Grazie davvero, un abbraccio.

      Elimina
  3. grazie... avrei voluto averlo fra le mani anni fa... quando è morta una cara amica d'infanzia, oppure quando è mancato mio padre, oppure quando è mancata mia nonna prima e mio nonno dopo, ma in realtà, ci sono diversi lutti, alcuni si superano col tempo, altri, credo mai, penso a quello di un figlio o del compagno di vita=progetto...
    in ogni caso, grazie di questa interessantissima segnalazione.
    Mamma mia quante cose ti ho svelato senza conoscerti, ma questo è il potere delle parole "emotive"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per il dono prezioso del tuo vissuto...e dico grazie anche al potere delle parole "emotive" e pure a questi spazi virtuali, che ci permettono scambi di opinioni e conoscenze ma anche di Vita e di pezzetti di noi.
      Un abbraccio forte, a presto!

      Elimina